Cerca una news

27 ottobre 2016

E' la Giornata della Virtù Civile: in Bocconi la "Lezione Giorgio Ambrosoli"

Ogni anno, una lectio magistralis dedicata all'avvocato ucciso nel 1979. Parleremo del rispetto della legalità, di senso etico personale, ma anche di consapevolezza e di sforzo comune per sostenere gli altri. Il 9 novembre alle 17 in Università. Relatore Ignazio Visco, Governatore della Banca d'Italia.

Evento gratuito e aperto a tutti, con registrazione obbligatoria online. Realizzato in collaborazione con il Centro Baffi Carefin. Iscrizioni qui

La "Lezione Giorgio Ambrosoli" su Società civile, economia e rischio criminalità vede anche l'assegnazione della sesta Borsa di Studio Triennale intitolata all'Associazione Civile Giorgio Ambrosoli. Ma cosa c'è dietro - e di profondo - a questo progetto? Ne abbiamo con parlato Roberto Notarbartolo di Villarosa, Presidente dell'Associazione e nostro Alumnus. 
 
Se dovesse descrivere chi era Giorgio Ambrosoli a chi non lo conosce, come lo descriverebbe?
Era una figura straordinaria per il grande senso del dovere, un professionista preparatissimo e coraggiosissimo, che da solo ha affrontato un tema sproporzionato per un uomo sostanzialmente solo. Un uomo che  aveva contro di sé un vasto ed equivoco entourage, un gruppo che favoriva il team di Sindona, banchiere appoggiato in tutte le forme politiche ed economiche e peraltro difeso pubblicamente da Andreotti. Il ruolo di Ambrosoli ha cambiato il corso della storia italiana: sono convinto che, senza di lui, Andreotti avrebbe dilagato nel Paese e non escluderei che avrebbe potuto nominare Sindona in un ruolo importante nel Ministero delle Finanze. 

L'Associazione Civile Giorgio Ambrosoli  vuole parlare soprattutto ai giovani. Qual è il rischio maggiore che oggi corrono i giovani? Cosa manca o rischiano di perdere?
L'ambiente italiano, in generale, non favorisce la messa in evidenza di esempi virtuosi che possano indicare una via diversa. Basta leggere i giornali, dove con coraggio vengono denunciati moltissimi casi di corruzione. I giovani vivono in un clima non favorevole; si sentono parte di una comunità che non è virtuosa e quindi si scoraggiano. Il tema che vogliamo proporre sono invece gli esempi di cittadini che hanno portato avanti la loro missione fino all'estrema conseguenza, con coerenza e consapevolezza di rischiare. Cittadini che sono veri eroi.

Ma fare il proprio dovere è da eroi? Non dovrebbe essere la normalità?

L'Italia è anche altro: è costituita da molte iniziative straordinarie, come i tantissimi volontari che operano nel paese. C'è tanta gente che svolge il proprio mestiere fino in fondo e alcuni lo fanno con gesti eclatanti. 
Il punto è che queste cose non si raccontano spesso. Invece, se lo facessimo, potremmo "stemperare" la figura dell'eroe. Ma Bertolt Brecht diceva: "Sventurato quel popolo che ha bisogno di eroi": la differenza è che gli "eroi" all'Ambrosoli sono persone che hanno fatto il loro dovere fino alla fine, nonostante feroci minacce. Quindi torniamo al tema della virtù civile, che va ricordato anche con queste figure. 

Lei che studente è stato? 
Mi sono appassionato di economia quando ero quattordicenne e l'ho studiata anche con l'obiettivo di cambiare qualche regola. Non ci sono riuscito, ma la Bocconi mi ha trasmesso un concetto molto importante: l'eccellenza nasce anche dal donarsi, dalla generosità personale. E la Bocconi ne è l'esempio primario: il suo atto fondativo è proprio frutto di una grande donazione - quella che fece Ferdinando. Da questa sua generosità è partito poi tutto lo sviluppo che c'è stato nel tempo: un'ottima scuola commerciale che si è trasformata in una grande università internazionale. E' un bellissimo esempio di iniziativa di mecenatismo, che indica come la forza dell'economia debba essere messa al servizio del Paese, per migliorarlo.

Cosa la colpisce maggiormente degli elaborati dei beneficiari della borsa di studio? C'è un minimo comune denominatore?
Sono delle persone accomunate da un notevole senso civico. Hanno un entusiasmo particolare, quasi un fuoco sacro che li spinge a proporsi, a scrivere dei paper che fanno veramente ben sperare. E' anche grazie a questi giovani che la società civile, nel corso di qualche generazione, potrà davvero determinare un'evoluzione positiva. Sono convinto che la società civile possa davvero cambiare, ma l'onestà – che comunque ha forti basi nel Paese – va incoraggiata. Se "l'eroe" non è supportato da chi lo circonda, può essere che non trovi più il coraggio di proseguire.

Francia e Stati Uniti  hanno scuole apposite che insegnano a essere dei civil servant. A livello di formazione, secondo lei all'Italia manca qualcosa per preparare meglio i nostri giovani in tal senso? O è solo una questione di etica personale?
Sono valide entrambe le cose. A scuola ricordo che ci insegnavano l'educazione civica, che da tempo è praticamente scomparsa. Sicuramente, sin dalle elementari, la scuola dovrebbe offrire più strumenti in questo senso: proporre il tema del rispetto della costituzione, dei diritti e doveri dei cittadini. Ed è anche per questo che l'Associazione promuove da anni per scuole primarie e secondarie: quest'anno partecipano più di 800 giovani. Il tema di questa edizione è "L'Impegno", visto che ricordiamo la figura di Giancarlo Siani – 26enne giornalista de Il mattino di Napoli – assassinato nella camorra nel 1985 per essersi impegnato nelle indagini in particolare sulle connessioni tra camorra e appalti. Per creare un humus più favorevole alle virtù civili, si deve partire dalle piccole cose.