Cerca una news

20 giugno 2017

La forza di Marco, la forza di una classe

Natural winner, gli scrivevano gli amici su Facebook. Ma anche se Marco ha perso una battaglia, ne ha vinta un'altra: quella dell'amicizia e della solidarietà. Grazie alla sua classe MBA 35.

Dignità, coraggio, saggezza, resilienza. Marco Alessandrini aveva 35 anni e, nonostante tutte queste doti, non ce l'ha fatta. L'ha vinto una lunga malattia, che ha sempre affrontato con la volontà di farcela. Un anno dopo la sua scomparsa, la sua classe non dimentica: "E' stato così facile amarti e ammirarti e così difficile accettare la tua perdita", hanno scritto i suoi compagni che, insieme ad alcuni colleghi di lavoro di Marco, gli hanno intitolato una borsa di studio.
Un doppio regalo, quindi: alla sua memoria, ma anche alle future generazioni di MBA SDA Bocconi che, grazie alla borsa (e alla storia che c'è dietro), potranno scoprire il vero senso dell'approccio alla vita.  
Una storia che ci racconta Francesco Arduini, uno dei suoi compagni di MBA.

Chi era Marco?
Era... Marco! Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo può capire. Era toscano, di Viareggio, laureato in ingegneria aeronautica. Un ragazzo brillantissimo. Dopo aver lavorato in multinazionali, grazie all'MBA aveva trovato un'ottima collocazione in Alvarez & Marsal, società di consulenza in corporate restructuring. Dire "un bravo ragazzo" è retorica, ma con uno come lui non potevi non andare d'accordo. Di lui ci ricordiamo tutti una cosa: il sorriso durante le interminabili partite a biliardino, in via Balilla, tra una lezione e l'altra. Era un fenomeno.

Poi ha scoperto la malattia...
Già. Era poco dopo la fine dell'MBA quando se n'è accorto. Ce l'ha detto subito, lo scriveva anche sui social:  anche se era stanco, non mollava, ha vissuto il tutto con una grande forza. Sapeva benissimo che le possibilità di guarire erano poche; eppure, anche in quei momenti per lui terribili, si dimostrava di supporto con gli amici, anche per i loro problemi, pensa che persona meravigliosa era. D'altra parte, quindici mesi di MBA gomito a gomito, ti sensibilizzano anche a questo: al senso di appartenenza, al supporto reciproco, all'onore. Nei sei anni di malattia noi della classe lo abbiamo sempre seguito in questa sua battaglia. Conta molto l'aspetto personale, al di là della tragedia che sarebbe tale per chiunque.

Che classe era l'MBA 35?
Davvero molto unita, con un forte senso di condivisione. La metà era internazionale e, nonostante tempo e distanza, la classe ha dato dimostrazione di grande fidelizzazione ai valori che ci ha insegnato SDA Bocconi: a 7 anni dalla graduation, la raccolta fondi per la borsa ha avuto un ottimo successo, con donazioni anche importanti.

Certo che a trent'anni è dura pensare di dover lasciare tutto...
Lo era per noi che lo vivevamo di sponda, figurarsi per lui. Ci siamo comunque sempre visti, una delle ultime volte proprio a una delle ultime riunioni natalizie di classe. Quando se n'è andato, è nata subito l'idea della borsa di studio a suo nome, dietro suggerimento dei professori Grando e Lazzari, che ai tempi del nostro erano rispettivamente Dean e Direttore MBA. Io e l'altro class leader Mario Buffo abbiamo contattato la classe: la dimostrazione di quanto Marco fosse benvoluto è arrivata subito. Tante donazioni e un risultato eccellente. Ora, anche se Marco non c'è più, la battaglia è comunque vinta: qualche altro studente potrà vivere l'esperienza dell'MBA nel nome dell'amicizia. E soprattutto nel nome di un grandissimo Alumnus: Marco Alessandrini.