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11 maggio 2020

Lauree online: diventare Alumni in quarantena

Sono 1.013 i neo-Alumni che si sono laureati nella sessione di aprile, in pieno lockdown. Da casa, spesso da soli, con i genitori collegati e le foto di rito che passeranno alla storia: niente statua di Ferdinando sullo sfondo, ma selfie con il frigorifero. L’emozione? Diversa, ma non meno appagante. Ce la raccontano Chiara e Giuseppe.

Chi in giardino, chi in cucina; altri da uno studiolo di fortuna creato in casa e chi, addirittura, comodo ma compìto dal divano. Con un elemento comune e imprescindibile: essere sempre e comunque eleganti.

Perché il giorno della laurea è uno solo e, se anche non è stato possibile pettinarsi dal parrucchiere, per diventare “dottori” non si può rinunciare alla cravatta, a un po’ di trucco e anche alla corona di alloro, che moltissimi hanno comunque comprato per il giorno più importante della loro vita da studenti.

Le lauree online sono state un esempio di grande sforzo collettivo della Bocconi, che è riuscita a organizzare il tutto in tempi rapidi e con l’efficienza di sempre. Più di mille studenti hanno affrontato il momento collegati e – al netto della felicità per un traguardo importante – è innegabile che sia mancata quell'atmosfera “da campus” tanto attesa che è andata irrimediabilmente perduta.  

Niente amici in aula, niente foto di rito on campus, niente ritrovo in piazza Sraffa a festeggiare cantando. Ma la festa si farà, assicurano dalla Bocconi.  Naturalmente quando sarà possibile.

E, in realtà, i nostri Alumni riescono sempre a vedere il bicchiere mezzo pieno, come ci raccontano Chiara Terrasi Borghesan e Giuseppe Sarno, neo-Alumni.

 

Ma come ci si laurea online?

Tutti i laureandi hanno ricevuto in tempi utili una comunicazione per preparare l'eventuale presentazione a supporto della discussione, insieme alle indicazioni per collegarsi alla sessione, che viene svolta su Microsoft Teams. Un "regista" coordina il tutto: verifica l'identità del laureando e che siano tutti presenti.
In parallelo su Teams esiste una sessione "virtual room", un’altra “stanza” dove i membri della commissione di laurea si riuniscono, da soli, per valutare il laureando. Il Presidente procede quindi a formalizzare il voto all'interno del sistema e tutti ritornano nella stanza plenaria, dove c'è lo studente, per la proclamazione.

Ma, sempre per guardare il bicchiere mezzo pieno, rispetto all’aula fisica, tutte le sessioni di laurea sono state videoregistrate e saranno messe a disposizione dell’Alumnus e della sua famiglia. Un ricordo speciale che solo i laureati di questo periodo potranno avere, per potersi rivedere ad infinitum.

 

Chiara: “Laurearmi in soggiorno? Molta meno ansia!”

“È stata una laurea strana, ma allo stesso tempo emozionante. 
La frase la proclamo Dottore Magistrale in Giurisprudenza la aspettavo da tutta la vita e mi ha emozionata esattamente come mi avrebbe emozionata dal vivo”, racconta Chiara Terrasi Borghesan, ex Vice Presidente on campus della Bocconi Alumni Community, che ha da poco lasciato il ruolo a Enrico Marchini e ha discusso una tesi dal titolo ““L’Arbitrato in Cina: interno e internazionale”.

“Nella mia seduta di laurea eravamo in cinque, tutti tesisti del Professore Cavallini e del Prof. Gaboardi. Cavallini, presidente della Commissione, chiamava il candidato, lo introduceva, lo proclamava e passava al candidato successivo e così via”, racconta Chiara. “Io sono stata l’ultima della lista e devo dire che durante l’attesa l’ansia è scomparsa: alla fine essere nel soggiorno del mio piccolo bilocale milanese ha sicuramente aiutato e reso tutto più facile, per un’ansiosa patologica come me.”


La discussione davanti a un monitor…
“Mentre parlavo, tutto quello che mi circondava era scomparso ed eravamo solo io e il Professor Cavallini: la mia attenzione era totalmente focalizzata allo schermo, tanto che non mi sono nemmeno resa conto di cosa stavano facendo le altre persone collegate. Guardavo solo lui, mentre dal vivo avrei guardato tutta la commissione: diciamo che online mi sono sentita meno “accerchiata” e ne sono uscita più rilassata”, continua Chiara.

 

La stretta di mano ufficiale
“Quella mi è mancata, lo ammetto. E gli abbracci subito una volta uscita dall’aula della discussione. Ma ho avuto molti sorrisi, che hanno reso il tutto bellissimo. Con me in casa c’era il mio fidanzato, quindi mi sono sentita meno sola. Per le altre cose credo alla promessa fattami da Mamma Bocconi: è tutto solamente rimandato e avrò la mia agognata stretta di mano e tanti, tanti abbracci”, conclude Chiara, che aveva uno stage in corso in un’azienda italiana che produce occhiali che riprenderà a maggio.

 

Giuseppe, da solo in cucina

Giuseppe Sarno è un altro Alumnus che passerà alla storia.
A differenza di Chiara si è laureato in solitaria in cucina, con una tesi dal titolo “Le strategie di sviluppo della F.C. Juventus: dalla rinascita all’entertainment company”, con i genitori collegati da Avellino.
“Da anni fantasticavo sulle decine amici e parenti che avrebbero animato l’aula del Velodromo, e invece sono stato in compagnia della mia solitudine nell’appartamento di Milano”, dice con un pizzico di amarezza.

Una laurea diversa, ma non per questo meno intensa e anche divertente, con il relatore un po’ in difficoltà con il collegamento tecnico da casa.

“Il mitico prof. Cattaneo, che essendo “diversamente giovane” ha avuto un po’ di problemi a collegarsi con Microsoft Teams, ci ha fatto un regalo: la sua piccola difficoltà ci ha smorzato l’ansia e anzi ci sentiamo di ringraziarlo: quella mezz’oretta di ritardo dovuto alla tecnologia ha reso le domande un po’ più veloci e indolori, perché nel frattempo ci eravamo calmati”, continua Giuseppe.

“E poi ero in un ambiente amico: la mia cucina. Tra l’altro l’unico spazio con un muro bianco dietro. Poi comunque la mia famiglia mi è stata vicina, ma in collegamento video, anche se vedevo le smorfie del mio fratellino e ho trattenuto a stento le risate: beh, vedendo il bicchiere mezzo pieno, questo non lo avrei visto in aula… lo avrei avuto alle spalle! Mi sono comunque vestito di tutto punto, con giacca e cravatta, anche se avevo i capelli un po’ lunghi… d’altronde, in mancanza del barbiere!”, continua.



I respiri del marmo di Roentgen…

“‘Giuseppe Sarno; per i poteri conferitimi dal Magnifico Rettore, la proclamo Dottore Magistrale in Management’: quando ho sentito quella frase, è stata una scarica di adrenalina. Un istante di felicità purissima, in cui ho realizzato l’importanza del percorso, più che del traguardo, e di quanto la Bocconi avesse significato per me.

Sentivo i respiri del marmo di Roentgen, gli odori delle impronte di fianco ai Leoni, il sapore delle notti in bunker e biblioteca, che un frammento alla volta mi avevano reso un uomo di maggior valore, prima di ogni cosa. D’altra parte, i momenti più belli della vita sono quelli che, uniti insieme, tracciano una strada”.
 

Un messaggio che racchiude tutto il senso della community per questo neo-Alumnus, la cui malinconia e la solitudine iniziali sono state sostituite del calore delle centinaia di persone incontrate lungo il cammino, dalle sfide raccolte e superate, dalla gioia del viaggio interiore e della crescita sperimentata: essere parte della Bocconi Alumni Community è anche tutto questo. E lo è ancor più in questi momenti inaspettati e complessi.


La festa di laurea… online!
Ma da orgoglioso neolaureato, Giuseppe non ha rinunciato alla festa di laurea. Rigorosamente online, con brindisi, sorprese e discorsi via Zoom.

In un impeto di ottimismo dei suoi vent’anni, Giuseppe tira fuori il bicchiere mezzo pieno e l’entusiasmo che anima la community: “Dico a tutti gli altri mille neo-Alumni come me che la proclamazione fisica è solo rimandata… e se proprio vogliamo dirla tutta siamo fortunati: festeggeremo ben due volte questo importante traguardo, nel caldo abbraccio, stavolta sì, di mamma Bocconi!”, conclude Giuseppe, che lavora in consulenza strategica, sogna di andare a New York e di diventare un grande leader, capace di migliorare la vita delle persone e poi tornare in Italia a restituire come give back.